Dal 4 al 7 giugno torna SALE in Sant’Ambrogio, quattro giorni di eventi nel quartiere nel segno dell’eredità di Fabio Picchi.
Torna a vivere uno dei suoi quartieri più identitari con la quarta edizione di SALE – Sant’Ambrogio in Festival, manifestazione diffusa che intreccia gastronomia, cultura e vita di comunità. Nato per ricordare Fabio Picchi e la visione del mondo Cibrèo, il festival si è progressivamente trasformato in un appuntamento capace di coinvolgere tutta la collettività cittadina.
Il tema scelto per il 2026 è quello delle “RELAZIONI”, intese come legami tra persone, culture e territori. «Questo festival – ha sottolineato la sindaca di Firenze Sara Funaro – tiene insieme ristorazione, commercio e realtà sociali, culturali, educative. Insomma, una rete viva e attiva che rende Sant’Ambrogio un quartiere dinamico, autentico e pieno di energia. L’auspicio è che esperienze come quella di questo festival, che onora la memoria di Fabio Picchi grazie anche al lavoro portato avanti dal figlio Giulio, possano essere replicate: è il modo migliore per fa conoscere e vivere Firenze nella sua autenticità ».

Un’impostazione condivisa anche dall’assessore al Welfare Nicola Paulesu, che legge nel festival un esempio di comunità capace di valorizzare le proprie energie e consolidare relazioni che sono alla base del tessuto sociale.
Ad aprire il programma, giovedì 4 giugno, sarà una serata dedicata alla comunità albanese, scelta proprio per la sua storica presenza in città e per essere così vicina -anche a livello di tradizioni- a quella italiana, tra musica, allestimenti e cucina tradizionale. La proposta culinaria sarà curata dalla Chef Anna Cieno. Il cibo, del resto, è il filo conduttore dell’intera manifestazione: “Perché dedicare una serata alle varie comunità presenti nel territorio? Perché sono sicuramente componenti fondamentali della città in tutto il loro essere, ma anche perché ogni comunità ha parte del suo linguaggio nel cibo. E il cibo è un linguaggio con cui si può creare unione. Per noi è l’esempio perfetto di come il cibo sia una lingua universale. Basta pensarci: dov’è che ci incontriamo, dov’è che ci si conosce tra popoli diversi? Quando si sta a tavola! Il cibo è il linguaggio universale per eccellenza, perché scatena emozioni”. Così commenta Giulio Picchi.

Venerdì 5 giugno sarà invece dedicato alla memoria di Fabio Picchi con lo spettacolo “La dispensa dell’amore”, che, come ha spiegato Giulio Picchi, rilegge in chiave simbolica uno dei temi più cari allo chef: “è un progetto che nasce prendendo spunto da tutto quello che il mio babbo ha scritto sul tema, un lavoro molto importante legato proprio al concetto della dispensa che tutte le famiglie – prima- erano solite avere in casa, una vera tradizione italiana. Abbiamo ricercato i suoi scritti, li abbiamo riletti con un’ottica nuova, contemporanea, e ci siamo accorti di come lui ne facesse un discorso molto sociale, quasi politico, proprio in rapporto al cibo e alla sua conservazione, di un’economia domestica che avesse un senso etico ……”
Inoltre, Venerdì 5 Giugno alle ore 20:00, una banda passerà per le strade Sant’Ambrogio con un concerto di strada realizzato in collaborazione con LUMEN per promuovere la navetta che collega il centro della città alle attività culturali proposte a Lumen.
Il sabato, come da tradizione, sarà il momento più intenso, con il quartiere attraversato da iniziative diffuse. Al Teatro del Sale torna L’Orto Volante, mercato agricolo, spazio dedicato a produttori e “inventori” di metodi di produzione, cottura o di recupero, che presentano le loro realtà uniche legate al cibo in tutte le sue forme, sostenibilità e cultura alimentare, con protagoniste vere eccellenze. Intorno, un fitto calendario di attività: dalla mostra fotografica “AccentoPassi”, alle performance musicali negli spazi indipendenti, fino ai workshop artigianali e alle aperture straordinarie del Mercato delle Pulci. Sabato alle ore 22, il reading teatrale “All You Can Eat” realizzato al Teatro dell’Elce.
Non manca una dimensione educativa, con il coinvolgimento della Scuola-Città Pestalozzi e di altri istituti, a conferma di un legame sempre più stretto tra il festival e il territorio.
La chiusura, domenica 7 giugno, è prevista in Piazza dei Ciompi, che si trasformerà in una grande tavolata collettiva per “Sant’Ambrogio a Tavola”, cena di beneficenza per oltre 500 persone. Intorno, attività per famiglie, librerie all’aperto, performance – tra cui la danza aerea – e musica, fino al concerto della cantautrice MILLE e al DJ set finale.
Più che un festival, SALE si conferma così un progetto di comunità: un modo per raccontare Firenze partendo dai suoi quartieri, dove le relazioni non sono solo tema, ma pratica quotidiana.
