In occasione di Pitti Uomo, Modartech, la Scuola di Alta Formazione di Pontedera, ha scelto di presentare “Mix & Match The Art of Making” il 14 gennaio negli spazi di The Social Hub Firenze Lavagnini, trasformando l’esposizione in un vero e proprio racconto corale. Un racconto fatto di contaminazioni tra designer emergenti, artigiani, aziende e materiali innovativi, dove la moda non è solo risultato finale, ma processo, dialogo e costruzione.
Si è trattato di una creative exhibition, che ha portato in scena dieci collezioni, capaci di raccontare una nuova idea di moda: consapevole, sperimentale e profondamente radicata nel “saper fare”, nell’incontro fra artigianato e design contemporaneo.
Il titolo dell’exhibition è già una dichiarazione d’intenti: Mix & Match come metodo, come attitudine progettuale che mescola competenze, linguaggi e tecniche; The Art of Making come ritorno al valore della manualità, intesa non come nostalgia, ma come leva per innovare. Le dieci collezioni sono state firmate dagli studenti del corso di laurea in Fashion Design, guardando al futuro senza perdere il contatto con la cultura manifatturiera italiana.
Il percorso espositivo si sviluppa attorno a quattro aree tematiche – pelle, maglieria, tessuti naturali e materiali tech – scelte per rappresentare i pilastri dell’approccio Modartech. Ogni sezione racconta una diversa possibilità di dialogo tra tradizione e sperimentazione, mostrando come materiali, tecniche e tecnologie possano contaminarsi dando vita a nuove estetiche dal forte carattere artigianale.
Le collezioni parlano di trasformazione e ibridazione. C’è chi parte dal mondo della scherma per reinventare capi pensati per il quotidiano, utilizzando materiali d’avanguardia come il Dyneema, la fibra più resistente al mondo, qui declinata in jersey tecnico e denim ultra-performante. Accanto a questi, emergono sperimentazioni su materiali sostenibili, come una fibra ricavata dal cactus dall’aspetto simile alla pelle, che dimostra come etica e ricerca estetica possano convivere senza compromessi.
La materia diventa terreno di esplorazione continua: pelle di agnello lavorata con tecniche craquelé e processi di invecchiamento, capispalla stampati in resina UV su pelle, carta di giornale filata e tessuta a mano, accessori realizzati in 3D. Ogni progetto racconta una storia fatta di tentativi, errori e scoperte, restituendo alla moda il suo valore più autentico: quello della sperimentazione.
Il power dressing delle business woman anni ’80 viene riletto in chiave sensuale e audace, con riferimenti a immaginari cinematografici e silhouette decise, mentre altre collezioni giocano con il fascino rétro delle divise calcistiche vintage, trasformandole in capi artigianali attraverso un lavoro minuzioso su volumi e dettagli. È un dialogo continuo tra memoria e contemporaneità, dove il passato diventa materiale da rielaborare, non da imitare.
Al centro di Mix & Match – The Art of Making c’è anche un modello virtuoso di collaborazione. Il confronto costante con artigiani, professionisti e aziende partner entra a far parte del processo creativo, rafforzando un’idea di formazione che va oltre l’aula e il laboratorio. Un ecosistema che valorizza l’eccellenza del Made in Italy, la cultura del dettaglio e la contaminazione tra competenze diverse, restituendo alla moda una dimensione collettiva.
photo credits @Istituto Modartech
“A Pitti Uomo, Istituto Modartech porta in scena una moda che non è solo visione, ma costruzione consapevole – sottolinea Alessandro Bertini, Direttore di Istituto Modartech. – Mix & Match – The Art of Making è molto più di una vetrina, è la dimostrazione che il futuro del design italiano passa attraverso la riscoperta di un saper fare che non ha paura di sporcarsi le mani nei laboratori artigianali, di dialogare con maestranze diverse, di sperimentare lavorazioni inedite. È la creatività che torna ad avere il sapore e il valore dell’artigianalità. Perché innovare non significa dimenticare, ma portare avanti con nuovi strumenti una tradizione che ha fatto grande il Made in Italy nel mondo”.







