VALDARNO DI SOPRA: TERROIR E BIOLOGICO

In via di approvazione le modifiche al disciplinare della D.O. Valdarno di Sopra, volute dal Consorzio Valdarno di Sopra, nell’ottica di una sempre maggior vocazione territoriale, biologica e di qualità.

  • Ampliamento della zona di produzione: estensione alla parte fiorentina del Valdarno di Sopra con la parallela abolizione delle sottozone, riportando così ad unicità un territorio storicamente, naturalmente e sotto un profilo ampelografico unito, come peraltro riportato nel Bando di Cosimo III de’ Medici del 1716.
  • Scelta di essere una denominazione di territorio e di monovitigno, con l’inclusione di diverse tipologie autoctone.
  • Caratterizzazione e crescita qualitativa dei vini con menzione “vigna”: prevedendo per i vini “vigna” gli stessi valori analitici dei vini riserva.

Per i produttori del Valdarno di Sopra il futuro vuole essere basato sulla qualità che si ritrova nei vigneti migliori, per quella loro composizione di terreno, posizione, base ampelografica, modalità di allevamento. Le vigne più pregiate, iscritte e controllate, come previsto dalle norme, produrranno così vini, che solo al termine dei processi di cantina, anche questi controllati e certificati, potranno fregiarsi della menzione “vigna”.

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, mancando oramai solo il passaggio del successivo Decreto Ministeriale, si sta così concludendo il primo passo per la caratterizzazione dei vini “vigna”, che il Consorzio intende proseguire.

Infatti con l’approvazione da parte di Regione Toscana è stata trasmessa al Ministero una importante e ulteriore modifica riguardante l’obbligo di utilizzo di uve provenienti da vigneti in conduzione biologica per i vini con menzione “vigna”. Una richiesta che permetterà quel completamento del percorso di adeguamento del disciplinare, necessario per affrontare con forza e determinazione le sfide dei mercati.

il Presidente Luca Sanjust ha commentato “La nostra è una piccola D.O. ma siamo orgogliosi di proporre come punta più alta della piramide qualitativa della Denominazione i vini che nascono nelle vigne migliori. Pensiamo che questa sia la strada giusta per un rafforzamento del legame delle denominazioni con il territorio”.

Perchè da sempre i vini migliori nascono dai terreni migliori con le vigne migliori.

IL Focus si è concluso con una masterclass dedicata alla menzione dei vini “Vigna” condotta da Daniele Cernilli.

Otto i vini vigna in degustazione:

Petrolo: Galatrona, vigna Galatrona di Petrolo, 2021, è un gran cru, 100% Merlot, proveniente dall’omonimo vigneto piantato tra la fine degli anni ottanta e la metà degli anni novanta con cloni bordolesi, Il terreno ricco di argilla, con galestro, alberese ed arenaria permette al Merlot le fondamentali caratteristiche di grande struttura, eleganza, equilibrio e persistenza. Al naso note di lampone e spezie, un vino con potenziali di invecchiamento.

Il Borro: Nitrito, vigna Casella, 2020, Cabernet Sauvignon in purezza. Si tratta di un vino ottenuto con tecniche biodinamiche, tra le quali la lavorazione della vigna con cavalli da tiro per arieggiare e lavorare il terreno, al naso note balsamiche e un’elegante speziatura, ribes nero, mora, mirtilli, equilibrato.

Il Borro: Alessandro dal Borro, vigna Alessandro dal Borro, 2018, Syrah 100%, terreno ghiaioso del vecchio lago del Valdarno, prodotte 1500 bottiglie solo in formato magnum, intenso, elegante, note di frutti neri e rossi, olive nere, seguito da un tocco di sottobosco con un finale di spezie pepe unito ad accenti balsamici. In bocca complesso, equilibrato, con tannini eleganti.

Tenuta Sette Ponti: Vigna dell’Impero, 2019, Sangiovese, uve provenienti da un vecchio vigneto impianto nel 1935 da Amedeo Duca d’Aosta, prodotto solo nelle annate migliori. Tre ettari di vigna a muretti visto la pendenza. Note di arancia rossa, amarena, morbido persistente e vellutato.

La Salceta: Ruschieto, vigna Ruschieto, 2020, Sangiovese in purezza, che nasce dal Pratomagno, da un microclima con belle escursioni termiche influenzate dalla montagna alle spalle, note frutti rossi, ciliegia, bella freschezza che si ripropone alla beva.

Tenuta San Jacopo: Vigna Mulino, 2020 Sangiovese, vino da un tannino gagliardo un vino gastronomico che si abbina in modo ideale con la bistecca alla fiorentina.

Petrolo: Bòggina C Riserva, vigna Bòggina, 2021: Sangiovese 100%, questa vigna di Sangiovese è il vigneto storico dell’azienda, impiantato nel 1947 da Gastone Bazzocchi, nonno degli attuali proprietari, ed è senza dubbio la migliore vigna di Sangiovese di Petrolo, sia per le condizioni pedo-climatiche estremamente favorevoli, sia per la bellezza intrinseca che la contraddistingue. Al naso intenso note di frutti rossi, viola appassita e note speziate, tannico.

La Salceta: Fuorilinea, vigna Ruschieto, 2023, Sangiovese 100%, vigna che ha oltre 25 anni, solo acciaio, note di fiori secchi e sottobosco, prugna. In bocca fresco con tannini equilibrati e abbastanza sapido.