Nuova veste, nuovo management e nuova proprietà per uno dei più antichi ed importanti bar d’Italia, GIACOSA, IL BAR IN CUI E’ NATO IL NEGRONI
Il celebre locale, dove fu inventato, nel 1919 il Negroni, quello che è, ancora oggi, il cocktail più famoso al mondo, ha riaperto i battenti a Firenze in via della Spada, accanto a quella che era stata la sua storica sede.
Il caffè Giacosa nacque a Firenze nel 1860, all’angolo fra via Tornabuoni e via della Spada, nella zona più prestigiosa del centro di Firenze, polo di attrazione anche per i viaggiatori che dall’estero venivano in gran numero a Firenze, tappa imprescindibile del Grand Tour: si trattava di ospiti colti e facoltosi che arrivavano a Firenze per la sua bellezza, le sue numerose testimonianze storico artistiche, ma anche per la presenza di luoghi straordinari pensati proprio per far incontrare ed accogliere questi personaggi, una sorta di “Salotto d’Europa”. Giacosa divenne subito un luogo d’incontro del bel mondo dell’epoca, tanto che, già durante Firenze capitale, aveva assunto un ruolo centrale nelle molte guide cittadine del tempo. Tra i dandy e i nobili che frequentavano il Giacosa, vi era un personaggio il cui nome è entrato nella Storia, era il conte Cammillo Luigi Manfredo Maria Negroni, che, si dice, in un indefinito giorno del 1919 suggerisse al giovane barista Fosco Scarselli una modifica sostanziale al cocktail chiamato Americano (vermouth rosso – bitter – seltz) allora già molto in voga: “Fosco, diminuisci il seltz e mettici del Gin, senza farti vedere”. Nasceva così, oltre un secolo fa “un americano come il conte Negroni”, nasceva il Negroni.
Oggi, con la riapertura di Giacosa, Marco Valenza, attuale proprietario, rinnova il suo amore verso la città di Firenze e conferma ancora una volta la sua volontà di ridare lustro alla grande storia fiorentina ed italiana nel mondo dell’ospitalità.
“La rinascita di Giacosa è frutto di una serie di segnali che ho deciso di accogliere. E’ stato un po’ come se questo marchio, che ho acquistato nel 2019, volesse tornare in vita e mi avesse scelto come mezzo – credo che con la chiusura di Giacosa si fosse persa una parte importante della storia non solo di Firenze ma dell’Italia intera”.
“I locali storici hanno la stessa funzione dei monumenti: cosa sarebbe Venezia senza il Florian o il Quadri, Padova senza il Pedrocchi o Roma senza il Caffè Greco. Entrare in un locale storico ti fa respirare l’appartenenza di quel luogo alla città, a patto che chi lo guidi ne abbia una gestione attenta. Gestire un locale storico è un mestiere che necessita molta sensibilità, perché non si tratta solo di conservare ma di rinnovare nel rispetto della sua storia e autenticità”.
Dopo aver rilanciato a Firenze con grande successo due dei più antichi bar d’Italia, Caffè Gilli e Caffè Paszkowski, risalenti rispettivamente al 1733 ed al 1903, il Gruppo Valenza ribadisce ancora una volta l’apprezzabile volontà di riportare agli antichi fasti i marchi che hanno fatto grande l’industria italiana del bar.

Photo credits Mike Tamasco
Rendere omaggio ad una storia tanto importante e prestigiosa, mantenendo intatta la sua sacralità ma al tempo stesso trasformandola ed adattandola ai nostri giorni è una sfida esaltante che Luca Manni, Bar Supervisor del Gruppo Valenza, ha colto con grande entusiasmo.
Il primo menù del nuovo Giacosa, pensato dal team guidato da Luca Manni, non poteva che essere interamente dedicato all’aperitivo italiano.
La drink list è composta da tre sezioni principali , il passato, il presente ed il futuro:
L’omaggio alla tradizione, vede la presenza di “classici” Negroni, in cui la ricetta tradizionale (gin, vermouth rosso e bitter) rimane invariata, ma cambiano modalità di servizio o tecniche di preparazione, come nel caso del Negroni shakerato.
La parte centrale del menù è invece dedicata alle rivisitazioni in chiave moderna della tradizionale ricetta del 1919: nascono così creazioni come il Gibson Negroni o il Cham-on!, personale rivisitazione di un Negroni Bianco.
Il futuro dell’aperitivo è invece presentato nella sezione denominata Giacosa Creations, in cui si rivisitano alcuni grandi classici dell’aperitivo italiano come il Garibaldi, rivisto qui con Savoia Americano, Chinotto, arancia e cacao, o il Cardinale, arricchito da penetranti ed affascinanti note d’incenso.
photo crediths Mike Tamasco
La ristrutturazione dei locali, firmata dagli architetti interior design Paolo Becagli e Alessandro Interlando, ha ripreso con sobria eleganza l’immagine storica del locale, lavorando a partire dagli aspetti più belli restituiti direttamente dalle foto del passato.






